PERCHÈ VOTARE NO?

La liberalizzazione significherebbe sicuramente una riduzione del servizio, già oggi notevolmente compromesso.

Per questo l’unica risposta è #MejoDeNo

I QUESITI

“Volete voi che Roma Capitale affidi tutti i servizi relativi al trasporto pubblico locale di superficie e sotterraneo ovvero su gomma e rotaia mediante gare pubbliche, anche ad una pluralità di gestori e garantendo forme di concorrenza comparativa, nel rispetto della disciplina vigente a tutela della salvaguardia e della ricollocazione dei lavoratori nella fase di ristrutturazione del servizio?”

“Volete voi che Roma Capitale, fermi restando i servizi relativi al trasporto pubblico locale di superficie e sotterraneo ovvero su gomma e rotaia comunque affidati, favorisca e promuova altresì l’esercizio di trasporti collettivi non di linea in ambito locale a imprese operanti in concorrenza?”

IL PROBLEMA INFRASTRUTTURALE

Il vero grande problema di Roma è la sua arretratezza infrastrutturale, con una rete di metropolitane e tram troppo piccola per una città come Roma, che comporta delle diseconomie di scala crescenti poiché il servizio di trasporto pubblico è erogato sopratutto con autobus.  

KM di metro a roma

KM di tram a roma

KM DI METRO A MILANO

KM DI TRAM A MILANO

NON È UN

REFERENDUM SU ATAC

Alcune forze politiche credono che questo referendum abbia come oggetto ATAC. Questo non è vero. L’oggetto del referendum è la modalità di affidamento del servizio, chiedendo ai cittadini cosa preferirebbero tra una gestione municipalizzata, e quindi pubblica, del trasporto pubblico locale, od una gestione affidata al mercato.

Votando NO, i cittadini si mostrerebbero favorevoli ad un contratto con un ente municipale, che tuttavia non deve essere per forza ATAC. Basti pensare che fino al 2010 il servizio era gestito da 2 aziende distinte, entrambe municipalizzate, cioè Met.Ro. e Trambus.

IL CONTRATTO “IN HOUSE”

Il contratto in house, ovverosia la gestione totalmente pubblica, è ancora la forma di affidamento più diffusa nel panorama europeo. Questa formula contrattuale coniuga la necessità di stipulare dei principi chiari nell’erogazione dei servizi, con il controllo gestionale, amministrativo ed economico che il Comune può esercitare nei confronti di una propria municipalizzata. Ma sopratutto assicura che i servizi vengano erogati al di fuori da logiche di profitto, ma secondo i criteri di servizio pubblico.

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