Abbiamo ottenuto il testo del nuovo concordato preventivo presentato da ATAC in Tribunale.
Dalle carte emerge che l’ipotesi di messa a gara della gestione del Servizio avrebbe come conseguenza la vendita in blocco di ATAC al nuovo gestore per garantire la validità degli strumenti finanziari connessi al concordato.
Secondo questo piano, che ha già incassato l’ok della Procura, cade ogni distinguo tra liberalizzazione e privatizzazione.

LIBERALIZZARE E METTERE A GARA IL TRASPORTO PUBBLICO SIGNIFICHEREBBE A QUESTO PUNTO PRIVATIZZARE DI FATTO IL TRASPORTO PUBBLICO.

Facciamo quindi appello a tutti coloro che in questi mesi di dibattito ci hanno detto detto di essere contro la privatizzazione ma a favore della liberalizzazione a rivedere la loro posizione a favore del SÌ alla messa a gara. Con questo concordato liberalizzare o privatizzare sono la stessa cosa (pag.200).
Anche nel caso della gara a doppio oggetto (pag.197) bisognerebbe vendere il 51% al privato.

Rimane solo la via dell’affidamento in house, mantenendo pubblica la gestione, per evitare la privatizzazione.

Anche con l’affidamento in house rimane però la questione della svendita di immobili tra cui molte ex rimesse oggetto in questi anni dell’interesse e l’azione di molti comitati e cittadini. Bisogna dire basta alla svendita del patrimonio comune della città per rimediare agli errori di gestione e alla dispersione del debito comunale nelle casse delle partecipate. Come bisognerà vigilare sulla tutela dei lavoratori e il rispetto degli accordi sindacali.

Resta forte la poca trasparenza e incertezza che contorna tutta la vicenda del trasporto pubblico cittadino. Molti accessi agli atti fatti da amministratori municipali e comunali dopo il nostro appello ancora giacciono senza risposta come ancora non conosciamo il testo esatto del parere della Procura su questo piano.
La trasparenza non è una parola comoda nè un pranzo di gala.
Continua la nostra battaglia per far valere la verità dei fatti, tutti coloro che non vogliono la svendita del pubblico e la gestione privata devono riunirsi superando i distinguo, le comode convinzioni e gli opportunismi di parte.

Lo diremo forte e chiaro domani 22 giugno a San Lorenzo nel Comizio aperto per il No dalle 17 alle 21 in piazza dell’immacolata promosso dai comitati per il No e tante realtà e associazioni.