#mejodeno

PERCHÈ VOTARE NO

L’oggetto del referendum è la forma del contratto di servizio di trasporto pubblico locale.

I cittadini saranno chiamati a decidere se sia migliore un affidamento diretto ad una municipalizzata del Trasporto Pubblico Locale, cioè una gestione completamente pubblica, o se invece affidarlo al mercato.

IL CASO ROMANO

Il mercato di trasporto pubblico locale si distingue da città in città, per questo, anche l’AGCM invita alla “cautela nell’indicare soluzioni di carattere generale del settore”. 

Per questo, abbiamo dimostrato la straordinarietà di Roma, e perché un modello concorrenziale non è applicabile alla nostra Città.

IL CASO ROMANO

Il mercato di trasporto pubblico locale si distingue da città in città, per questo, anche l’AGCM invita alla “cautela nell’indicare soluzioni di carattere generale del settore”. 

Per questo, abbiamo dimostrato la straordinarietà di Roma, e perché un modello concorrenziale non è applicabile alla nostra Città.

IL PROBLEMA INFRASTRUTTURALE

RISPETTO A MILANO, ROMA HA UNA RETE DI METROPOLITANA ED UNA RETE TRANVIARIA MOLTO PIÙ PICCOLE, QUESTO SIGNIFICA CHE LA MAGGIORANZA DEL SERVIZIO VIENE EROGATA CON AUTOBUS

KM di metro a roma

KM di metro a MILANO

KM di TRAM A ROMA

KM di TRAM A MILANO

  • AUTOBUS: 12.314 MILIONI DI POSTI-KM
  • METRO: 8.591 MILIONI DI POSTI-KM
  • TRAM: 907 MILIONI DI POSTI-KM
A Roma la somma dei posti-km di metropolitane e tram non arriva a raggiungere quella dei bus, l’esatto contrario di Milano dove la somma dei posti-km di bus e tram non raggiunge il valore delle metropolitane. 

Questo sbilanciamento si traduce in una gravissima diseconomia. 

CON QUESTA INFRASTRUTTURA LIBERALIZZARE COMPORTEREBBE UNA RIDUZIONE DEL SERVIZIO

Poiché a servizio invariato, la liberalizzazione altro non è che la scelta di dove posizionare la produzione di debito. È chiaro quindi che le problematiche di redditività che oggi insistono sulla rete rimarrebbero del tutto inalterate e l’inserimento forzato di un regime di concorrenza in questo assetto accelererebbe il fenomeno di riduzione del servizio universale già in atto. 

PERCHÈ SCEGLIERE UN CONTRATTO IN HOUSE?

Come abbiamo più volte ripetuto, questo non è un referendum su ATAC.

È molto più di questo. È la scelta su che genere di contratto si dovrebbe dotare la Città, ma prima di discutere sul perché sia migliore questa forma contrattuale occorre ricordare che nulla obbligherebbe con un contratto “in house” a mantenere ATAC nelle forme e nei modi con cui si mostra oggi, anzi sarebbe proprio l’occasione di affrontare un processo di riforma e non lasciar distruggere la più grande azienda di TPL in Italia, come pensa chi vuole liberalizzare.

Ricordiamo, a titolo esemplificativo, che fino al 2010 il servizio era gestito sempre da aziende municipalizzate che però non erano l’ATAC che conosciamo oggi, cioè Met.Ro. e Trambus.

LA FORZA DELL’AFFIDAMENTO “IN HOUSE”

L’affidamento in house ad una società pubblica, in questo assetto diseconomico, costituisce l’unica garanzia di affidamento ad una società che non privatizza i profitti a scapito invece di costi sostenuti dai cittadini. Non esistendo guadagni interni al sistema ma solo i guadagni dovuti alla spesa pubblica, affidare al privato significherebbe far ricadere sulla collettività le spese per sostenere un’azienda che non è della collettività.

Inoltre, grazie all’introduzione della disciplina dei costi standard, anche in un affidamento in house è possibile un allineamento dei costi, ma con quei margini di descrizionalità che impedirebbero la riduzione del servizio universale.

L’UNICO MODO PER OTTENERE UN BUON TRASPORTO PUBBLICO È RISOLVERE IL PROBLEMA INFRASTRUTTURALE

Completare le opere previste dal Piano Regolatore Generale è la strada maestra per un buon trasporto pubblico locale. Sanando il problema infrastrutturale si potrà infatti ottenere una rete che non causa più quelle diesconomie che generano l’odierno disservizio, e potremo avere finalmente un servizio di trasporto pubblico allo stesso livello delle altri capitali europee.

L’UNICO MODO PER OTTENERE UN BUON TRASPORTO PUBBLICO È RISOLVERE IL PROBLEMA INFRASTRUTTURALE

Completare le opere previste dal Piano Regolatore Generale è la strada maestra per un buon trasporto pubblico locale. Sanando il problema infrastrutturale si potrà infatti ottenere una rete che non causa più quelle diesconomie che generano l’odierno disservizio, e potremo avere finalmente un servizio di trasporto pubblico allo stesso livello delle altri capitali europee.

IL CONTRATTO IN HOUSE permette

la piena libertÀ DI RIFORMA DELL’INFRASTRUTTURA

Quando si effettua una gara il passaggio principale è nella definizone del servizio da mettere a gara. Con la Liberalizzazione si va a cristallizzare questo servizio, frapponendo tra il comune ed il servizio un contratto privato. Questa frapposizione impedisce quindi di modificare il servizio liberamente. Questo è inaccettabile poiché aggiunge un ulteriore complicazione alla necessità di perseguire l’obiettivo di sanare il problema infrastrutturale.